L'assemblea dei dipendenti dello stabilimento Conserve Italia considerata l’assoluta incertezza e precarietà del posto di lavoro ha deciso lo stato di agitazione permanente bloccando momentaneamente le attività lavorative e l’occupazione dello stabilimento. I lavoratori chiedono all’azienda bolognese la revoca immediata dei proponimenti di chiusura del sito ed auspicano tempestive rassicurazioni sulle continuità produttive e lavorative. Al loro fianco c’è tutta la città.
Il sindaco
Sconosciuto ha sentito telefonicamente
Pasquale Musto responsabile delle relazioni sindacali per il Mezzogiorno, che lo ha assicurato circa la sua presenza a Mesagne per il 18 dicembre quando incontrerà le maestranze. All’assemblea oltre al sindaco erano presenti dirigenti di partito, per la Provincia il vice presidente
Damiano Franco e il consigliere
Tony Matarrelli, l’on.
Cosimo Faggiano, il consigliere regionale
Vincenzo Montanaro, e per il sindacati
Enzo Asparra (Cgil) e
Gino Vizzino (Uil).
Nel corso dell’assemblea ha telefonato il presidente della regione, on.
Nichi Vendola che sta seguendo da vicino una vicenda che coinvolge oltre 300 lavoratori tra stagionali e fissi. Un telegramma a sostegno della vertenza è stato inviato dall’on.
Donatella Duranti che ha allertato il sottosegretario alle Attività Produttive
Alfonso Gianni.
I lavoratori chiedono non solo di conservare il posto di lavoro ma vogliono garanzie serie e concrete per il futuro. Non si accontentano più di mantenere la produzione del pomodoro, cosa peraltro che non interessa più neppure all’azienda, ma chiedono la riconversione produttiva. Per raggiungere questo obiettivo c’è bisogno di finanziamenti pubblici “che dovranno essere messi a disposizione del progetto di rilancio produttivo” sostengono i lavoratori.
Anna Maria Formica, Patrizia Caretti, Alma Accogli, Maria Antonietta Summa, Laura Borrello, sono lavoratrici stagionali che chiedono “vincoli seri perché la multinazionale bolognese non possa trovare in futuro ragioni che rimettano in discussione l’accordo come è avvenuto in passato anche se si rendono conto che il blocco dello stabilimento non è la condizione ideale per avviare una trattativa”.
Su una cosa non hanno dubbi: l’azienda sarà occupata ad oltranza sino a quando non ci saranno novità importanti. Vogliono parlare con il presidente Gardini e con il direttore generale Sanchez che da Bologna fanno sapere di essere disponibili ad aprire un tavoloa gennaio solo a livello ministeriale.
Tuttavia lunedì ci sarà un incontro alla Provincia presso l’assessorato alle Politiche del Lavoro anche se non sarà quello il tavolo dove saranno prese le decisioni ma sarà solo un incontro propedeutico per quello che si terrà a Roma “perché è in quella sede saranno decise le sorti dello sviluppo del territorio”, dicono i sindacati.
I lavoratori chiedono che almeno per la prossima stagione sia mantenuta la lavorazione del pomodoro per evitare che, se si dovesse decidere per la riconversione dell’azienda, i lavoratori stagionali non dovranno restare senza lavoro e reddito. Conserve Italia dovrà quindi garantire una “nicchia” per la produzione del pomodoro a Mesagne dove c’è un impianto che garantisce la lavorazione. Nel frattempo si dovrà lavorare per garantire un impianto alternativo per le nuove lavorazioni.
...................................................................................
La solidarietà del Comune, dei Sindacati e Partiti.Il Sindaco e la Giunta comunale di Mesagne, esprimono piena e convinta solidarietà ai lavoratori dell’industria conserviera “Conserve Italia” che, esasperati dalle prospettive di depotenziamento e di una possibile chiusura definitiva dell’azienda, hanno deciso con un atto simbolico e forte di occupare lo stabilimento.
Il Sindaco si è immediatamente attivato informando tutti i rappresentanti istituzionali politici e non a livello provinciale e regionale, al fine di perseguire ogni possibile convergenza tesa a rilanciare l’attività dello stabilimento e di tutto il settore agro-industriale e, se richiesto dalle organizzazioni sindacali, si è dichiarato disponibile a far convocare un Consiglio comunale straordinario monotematico.
Il primo cittadino nella mattinata del 7 dicembre ha contattato i vertici aziendali chiedendo loro un preciso impegno a tutela dei lavoratori, sollecitandoli alla presentazione di un piano industriale e di investimento che garantisca diversificazione produttiva, innovazione e certezze occupazionali.
La Giunta comunale ritiene che non sia in gioco solo il destino dei lavoratori di “Conserve Italia” ma dell’intero comparto agro-industriale che rappresenta il settore fondamentale per il rilancio dello sviluppo economico del nostro territorio.
Per tale motivo il Sindaco e la Giunta si impegnano a seguire con attenzione e continuità l’evolversi della situazione.
.................................................................................
“Mesagne non deve e non puo' chiudere”, dichiara il segretario nazionale della Flai Cgil
Antonio Mattioli. “Da mesi abbiamo sollecitato l'avvio del confronto sul piano industriale di Conserve Italia - Cirio. E' ormai inderogabile questo appuntamento anche alla luce del! 'incertezza nella quale operano i lavoratori di Mesagne. Questo sito produttivo. per quanto ci riguarda, è a pieno titolo dentro la struttura di Conserve Italia. Non ci interessano le iIlazioni e le voci che circolano Su Mesagne,' vogliamo discutere di futuro e di futuro industriale. A parte l'incontro territoriale che si terrà il prossimo 18 dicembre a Mesagne tra azienda e rappresentanze sindacali, diventa determinante il ruolo che potrà giocare l'intero Gruppo.
La via del confronto sul piano industriale deve avvenire a "bocce ferme ", cioè Mesagne dovrà avere continuità produttive ed occupazionali.
..................................................................................
I Democratici di Sinistra esprimono solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di Conserve Italia.
La difficoltà reale è che in questi anni l’azienda non ha avuto rapporti né con i produttori locali, né con gli enti locali, nonostante le sollecitazioni.
Chiediamo con forza che Conserve Italia produca un piano industriale.
E’ necessario che tutti i soggetti interessati siedano ad un tavolo e si assumano, ognuno per la parte di propria competenza, le proprie responsabilità, ridisegnando una strategia per uscire fuori da una situazione che non tutela i diritti dei lavoratori e che impoverisce il nostro territorio.
Noi abbiamo più volte detto come la pensiamo.
La sfida è consolidare la filiera agroalimentare ponendo maggiore attenzione alla trasformazione, sviluppando e promuovendo le attività tipiche, puntando sulla diversificazione del prodotto.
Innovare e produrre in qualità, insomma, piuttosto che contenere i costi di produzione.
...................................................................................
I partiti del centrosinistra consapevoli dell’importanza strategica del settore agroalimentare, saranno al fianco di Cgil-Cisl e Uil nelle iniziative di lotta che unitariamente intraprenderanno.Invitano, altresì, le istituzioni territoriali ad aprire un confronto con le organizzazioni datoriali e le associazioni professionali per rilanciare l’importanza dello sviluppo agroindustriale nel nostro territorio. I temi dello sviluppo di questo settore saranno le questioni centrali del programma del candidato sindaco del centrosinistra, on.
Cosimo Faggiano, e delle attività dell’Amministrazione comunale.
...................................................................................
La Casa delle Libertà In merito alla crisi dello stabilimento mesagnese di Conserve Italia ed alla occupazione messa in atto dai dipendenti dello stesso, si vuole esprimere la massima solidarietà del centrodestra locale alla lotta dei lavoratori per difendere il loro posto di lavoro. Come già dichiarato dal direttore
Enzo Incalza, nostra candidato sindaco, siamo pronti ad ogni tipo di collaborazione istituzionale al fine di portare in porto una soluzione adeguata alla vertenza.
Ciò non di meno non possiamo non sottolineare che la scesa in campo di tutto il "gotha" del centrosinistra è stato tardivo e ed intempestivo. La crisi che avvolge la città nella sua interezza in tutti i comparti da quello agrindustriale a quello artigianale per non parlare di quello commerciale doveva essere al centro dell’attenzione politica in questi anni di silenzi, inefficienze, incapacità dell’assessorato allo Sviluppo Economico retto dal diessino
Zuffianò a cui abbiamo sempre chiesto e sollecitato un piano generale di interventi mai visto, né ascoltato. Si è pensato a organizzare feste, luminarie, fuochi d’artificio ed altro non pensando ai nodi strutturali che affliggono la città. Sarebbe bastato un raccordo stradale adeguato tra Conserve Italia e l’autostrada per aiutare concretamente l’insediamento industriale.
Oggi che i "buoi" sono scappati vogliono chiudere la stalla e si fanno vedere i vari
Faggiano, Matarrelli, Franco e, addirittura
Nichi Vendola che ha telefonato, bontà sua, da Bari dove anziché risolvere i problemi, magari li complica. La sinistra deve invece spiegare come mai due insediamenti che si richiamano alla loro parte politica in pochi anni, dopo aver ricevuto tanto dalla Stato, chiudono e lasciano il territorio. La vicenda di “Orto del levante” non è ancora chiarita e oggi si aggiunge questa di Conserve Italia.
Il centro destra locale è disposto a collaborare istituzionalmente col Sindaco Sconosciuto nella speranza di risolvere positivamente quest’ultima questione. Ma i DS in particolare, devono far conoscere le cose come stanno, perché dopo le inaugurazioni sono spariti e con loro sono sparite anche le industrie a danno dei lavoratori e delle lavoratrici di Mesagne.
...................................................................................
Movimento politico "A Sinistra" Soliadiertà coi lavoratori ricordando le responsabilità di tutti.
Dopo aver ascoltato i lavoratori in lotta abbiamo avuto l’impressione che sul tema dell’agro-industria si sia consumata in questi anni una grande mistificazione della realtà: da un lato la politica che ha indicato e continua ad indicare il settore come volano di sviluppo per il territorio, dall’altro il mercato globalizzato che invece questo territorio ha già di fatto depredato.
Siamo purtroppo inconsapevolmente entrati nell’era post-agro-industriale, con le produzioni che crollano, le fabbriche che chiudono e gli operai che rischiano il posto di lavoro. E’ evidente che in questa partita c’è qualcuno non ha propriamente centrato i propri piani di sviluppo aziendale, qualcun altro che mira a spostare altrove i propri insediamenti per ragioni non propriamente di mercato e qualcun altro che su questi processi non ha vigilato come avrebbe dovuto.
La solidarietà dovuta ai lavoratori che rischiano di perdere l’occupazione stabile o stagionale purtroppo non ci lava la coscienza dalle nostre responsabilità di forza politica, che su questi temi ha troppo spesso delegato fidando nella sensibilità e nella competenza di Istituzioni che si sono spesso dimostrate improvvide o distratte. E’ un errore che speriamo di non commettere più.
Dr. Pompeo Molfetta, candidato sindaco di "A Sinistra"