Nella foto, da sinistra Giancarlo Canuto (di spalle), Pompeo Molfetta e Graziano Santoro.“Anche sulla pubblica illuminazione la maggioranza di centrosinistra, ha dimostrato approssimazione, dilettantismo e indisponibilità all'approfondimento. Su questo problema conducemmo una battaglia isolati e perdenti, con il sindaco Mario Sconosciuto disinteressato al capitolato più grosso della sua gestione. Ora si vedono i primi frutti: l’illuminazione pubblica ha più ombre che luci”.
Giancarlo Canuto, capogruppo del movimento “A Sinistra”, parla dell’appalto concesso dall’Amministrazione comunale per la fornitura, installazione e manutenzione degli impianti della pubblica illuminazione. “Dovevamo ridurre i consumi e i costi dell’energia elettrica; dovevamo fare il monitoraggio preliminare, l’ampliamento e l’ammodernamento della rete, l’adeguamento agli standard di sicurezza, la compressione e razionalizzazione dei consumi, il miglioramento dei servizi gestionali e di manutenzione. Invece, tutte parole”.
“A Sinistra”, quand’era nella maggioranza, sulla questione condusse una battaglia. Lo fece in giunta e con una lettera rimasta senza risposta. Tre le richieste presentate. Le illustra il coordinatore politico Graziano Santoro. “L’adozione del finanziamento tramite terzi, utilizzata nelle realtà più all’avanguardia, un metodo secondo cui la progettazione, la gestione del servizio e l’esecuzione dei lavori inerenti l’ammodernamento del sistema energetico comunale sono effettuati nel massimo della trasparenza dalla ditta appaltatrice e a titolo non oneroso per l’ente comunale, con piena soddisfazione per entrambe le parti grazie ad un meccanismo virtuoso attraverso il quale coincidono gli interessi pubblici con quelli privati; il coinvolgimento esclusivo delle cosiddette Esco (Energy Service Companies), soggetti accreditati e specializzati per questo specifico tipo di interventi, e non come viene genericamente previsto nel bando, di aziende iscritte nel registro delle imprese per “attività di installazione e manutenzione di impianti elettrici e di pubblica illuminazione”, o alternativamente di aziende che potessero provare di aver già fornito altri enti pubblici lo stesso servizio, e non la “fornitura di proprie apparecchiature”, come viene ancora genericamente previsto nel bando pubblico”. Con la garanzia per il comune di risparmiare e utilizzare un fondo cui attingere per il finanziamento di politiche di tutela ambientale.
”Nessuno di questi tre aspetti è stato previsto nel sistema adottato dal comune – continua Santoro -. E non sarebbe un problema se l’intervento fosse stato trasparente ed efficiente come tutti dicono di volere, ma a parole. “Noi abbiamo l’impressione che non si stia andando in quella direzione”. E conclude: ”Attendiamo le risposte sul risparmio ottenuto, sui benefici economici per il comune, sugli annunciati ammodernamenti della rete, sulla riduzione dei consumi, sul miglioramento della gestione. Su tali temi restammo inascoltati senza appropriate spiegazioni. Le risposte le attende la città che si sta già trovando di fronte ai primi disagi e alle prime macroscopiche inefficienze. E’ cronaca di questi giorni che alcuni quartieri di notte restano al buio mentre, paradossalmente, gli impianti funzionano di giorno. Molti cittadini lamentano gli enormi ritardi che devono sopportare per la sostituzione di lampadine guaste, e in alcuni casi le lampade mancano del tutto. Anche su tale vicenda è prevalsa l’approssimazione e gli interessi di parte, ad ulteriore triste conferma delle ragioni che ci hanno convinto a ritirare il nostro appoggio all’amministrazione Sconosciuto”.





















